martedì 9 ottobre 2018

Venom

di Ruben Fleischer.

con: Tom Hardy, Michelle Williams, Riz Ahmed, Jenny Slate, Scott Haze, Melora Walters.

Azione/Fantastico

Usa 2018

















C'è un trend nell'aria per quel che riguarda i cinecomics, quello di abbandonare la narrazione seriale forzata per concentrarsi su progetti autonomi in grado di esplorare meglio i singoli personaggi; forse complice il flop di "Justice League", sia la Warner che la Sony hanno deciso di dare il via libera a film più piccoli e concentrati su di un solo personaggio, meglio se un villain amato dal pubblico; ecco dunque concretizzarsi il "Joker" di Todd Phillips, che appena entrato in produzione già raccoglie i primi consensi nei fandom, ed arrivare nelle sale il primo film di Venom, che dopo "Spider-Man 3" torna al cinema in una pellicola tutta sua.
Film che, almeno stando alle dichiarazioni iniziali, ha l'ambizione di voler essere diverso, magari cattivo, più vicino ai toni di un "Deadpool" virato all' horror, vantando nel cast un attore del calibro di Tom Hardy. Ma quando al timone del progetto c'è un soggetto del calibro di Ruben Fleischer, i risultati non possono che essere mediocri.



Perchè, per prima cosa, se la volontà era quella di creare un comic-movie diverso, "Venom" non può che essere considerato un fallimento totale; in esso non vi è nulla di nuovo, tantomeno di accattivante o di affascinante. A partire dall'impostazione di base della storia, la più classica delle origin-story che trasforma l'intera narrazione in un gigantesco primo atto dove l'unica cosa ad essere raccontata è come Eddie Brock si è fuso con il simbionte alieno. Stop, nulla più.
La voglia di creare un film diverso, con al centro un villain piuttosto che un eroe o un anti-eroe, pare si sia persa già in fase di scrittura. Il solito stuolo di sceneggiatori (ben 3, fin troppi per un filmino del genere) decide bene di cambiare totalmente la caratterizzazione di Eddie Brock, il quale non è più un reporter a-morale (quando non addirittura immorale) affamato di scoop (come invece appariva nello "Spider-Man 3" di Raimi, il quale, pur odiando il personaggio, dimostrava di conoscerlo meglio), ma un semplice giornalista dal cuore d'oro, innamoratissimo della sua eterna fidanzatina (Michelle Williams, sprecatissima come tutte le donne nei film tratti da fumetti Marvel che non siano Vedova Nera o Valkirya) e che viene licenziato perchè ha osato pestare i piedi all'Elon Musk di turno.


La conseguenza più ovvia è che il duo Brock/Venom non è più quello di un cattivo mosso da istinto distruttivo e autoconservativo, ma quello di un buono che si scontra contro una corporation del male e che alla fine decide addirittura di salvare il mondo solo perchè deve arrivare ad uno scontro finale, come se la sceneggiatura fosse ancora una bozza e non una versione definitiva pronta per essere filmata.
Cosa ne è quindi del personaggio? Una macchietta folle, che Hardy si diverte tantissimo ad interpretare come un novello Johnny Depp, andando costantemente sopra le righe, riuscendo, almeno lui, ad azzeccare i tempi comici, prova della sua duttilità. Personaggio calato all'interno di un contesto da buddy cop movie piuttosto che da horror grottesco, come invece sarebbe stato lecito attendersi; l'umorismo nero del comic originale (almeno quello degli anni '90) viene rimpiazzato dalla solita, blanda, comicità da seconda elementare che fa tanto MCU, annullando ogni ulteriore possibile originalità.



Ma anche se visto come comic-movie classico e volendo andare oltre quelle che erano le aspettative o le potenzialità sprecate, "Venom" ha davvero pochissimo da offrire allo spettatore più navigato; non una storia degna di questo nome, non un protagonista originale, nemmeno un villain credibile; non paga la scelta di aver cucito addosso il personaggio Carlton Drake ad un attore come Riz Ahmed che, dotato del carisma di un fruttivendolo, non è mai credibile come machiavellico scienziato a là Lex Luthor.
Dulcis in fundo: a Fleischer non sembrano interessare neanche le potenzialità spettacolari del personaggio e dirige tutto con il pilota automatico, con campi e controcampi televisivi per i dialoghi e scene d'azione che più convenzionali non si può, dove torna persino la shake-cam per cercare di dare un'apparenza di dinamicità a coreografie in realtà piatte.



Alla fine della fiera ci si rende conto di come questo ennesimo adattamento di un personaggio Marvel sia stata l'ennesima occasione sprecata: che sia un prodotto Marvel Studio, Sony o Fox, è triste constatare come siano in pochi a comprendere l'effettivo potenziale di determinati personaggi su schermi (viene in mente un'altra grandissima occasione sprecata, quella di "Doctor Strange"). E se proprio di film "brutto" o "ingaurdabile" non si può certo parlare, "Venom" resta un film dalla piattezza sconcertante. Il che, per certi versi, è anche un risultato peggiore della genuina bruttezza, la quale perlomeno lascia qualcosa addosso allo spettatore.


EXTRA

Ma era davvero tanto difficile tradurre su schermo il personaggio di Eddie Brock e renderlo protagonista di una storia tutta sua? Evidentemente no: nel 2013, il regista Joe Lynch ha creato un omaggio al personaggio sullo stile di "Il Cameraman e l'Assassino", rispettosissimo della sua caratterizzazione e dotato di uno stile proprio. Una vera vergogna per le major che non riescono a raggiungere risultati del genere pur contando su attori di grido e budget multimilionari.





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