giovedì 9 aprile 2020

Le Notti di Cabiria

di Federico Fellini.

con: Giulietta Masina, François Pèrier, Franca Marzi, Ennio Girolami, Dorian Gray, Aldo Silvani, Amedeo Nazzari.

Drammatico

Italia, Francia 1957
















---CONTIENE SPOILER---

La prima parte della filmografia di Fellini, quella creata in antitesi ai dettami del Neorealismo, trova un epilogo ne "Le Notti di Cabiria", ultima opera con la quale il geniale autore scandaglia gli strati più bassi della società italiana. Un Fellini che si potrebbe quasi definire "verista" nella sua costante ricerca di un'autenticità che sia al contempo poetica, quasi romantico nell'inseguire umori e emozioni.
E "Cabiria" rappresenta l'ennesimo picco per Fellini, un altro capolavoro dalla forza espressiva dirompente e straziante.



Maria, detta "Cabiria" (Giulietta Masina), è una prostituta che si muove nella periferia romana alla costante ricerca di un riscatto; incontrerà sul suo cammino un divo volitivo e disilluso (Amedeo Nazzari, che interpreta praticamente se stesso) e un uomo, Oscar (François Pèrier) che dice di essersi innamorato di lei.




Per la sceneggiatura, Fellini si affida al rodato duo Flainao-Pinelli e, per la prima volta, riceve il contributo anche di un giovane Pier Paolo Pasolini. L'influenza che "Cabiria" avrà sul futuro autore di "Accattone" è incommensurabile: è come se Fellini gli avesse mostrato tenendolo per mano come ritrarre la periferia romana. Un periferia che la fa da protagonista, con le sue strade sterrate, le capanne usate per case con lo sfondo dei palazzoni del boom edilizio, il lungomare di Ostia e tutti quei luoghi frequentati dai poveracci, coloro che sono rimasti lontani dal benessere che in quegli anni si stava sviluppando. Il tocco di Fellini, qui, è quantomai leggero, non imbastisce fantasmagorie di sorta, non da spazio alla fantasia o al sogno, raccontando la storia della piccola passeggiatrice in modo diretto, quasi prosaico, anticipando persino alcuni elementi del melodramma all'italiana.




La storia di Cabiria si struttura, come da tradizione, in modo episodico; comincia e finisce allo stesso modo, con un uomo che la deruba e la lascia a morire, in un cerchio ideale che è sinonimo del girone nel quale è intrappolata, quello di una vita agra, fatta di delusioni e espedienti. In mezzo, una vera e propria Via Crucis che la vede umiliata, commossa, ingannata e innamorata.
Il tema della Fede fa capolino nell'episodio del pellegrinaggio alla Madonna, nel quale Fellini immortala un rito popolare che ha davvero poco a che fare con la preghiera; tra strilloni e bancarelle, Cabiria trova una possibile ancora di salvezza nella "Grazia", la quale però resta sospesa, immateriale e per questo quasi inutile, non concedendo nessuna certezza.



Prima di ritrovare la fede, Cabiria visita l'ultimo strato della società, ossia i reietti che vivono nelle grotte, persone le quali non possono vantare neanche quel poco che lei ha; non una casa, non degli abiti decenti, solo la carità di una misteriosa anima pia che illumina di speranza la vita della protagonista.
Il percorso intrapreso è in teoria ascendente: Cabiria parte dal non avere nulla su cui contare, scampata com'è all'ennesima delusione; poco alla volta troverà qualcosa negli incontri che si susseguono nelle sue "notti", fino a trovare la speranza nella figura di Oscar.



Un salvatore estemporaneo, un uomo piccolo come lei, il quale si dice innamorato; un amore, vero o presunto che sia, che è riscatto sociale, passaporto verso il benessere non solo materiale, ma anche mentale, via di fuga dalla periferia verso quella Roma la quale, per lei, esiste solo per passeggiare.
La forza di Fellini sta nel descrivere in modo vivido un personaggio che non si arrende alle difficoltà, cosciente della propria miseria eppure mai sopraffatto da questa; Cabiria risponde alle sventure sorridendo e continuando ad andare avanti, come simboleggiato nel commovente finale: nulla può abbatterla, la sua ricerca per un domani migliore continua anche quando viene ridotta alla miseria più totale.



Una favola amara, quella di Cabiria, più diretta e secca de "La Strada", meno pessimistica de "Il Bidone" e sempre coinvolgente e efficace.


EXTRA

Primo film di Fellini ad essere stato oggetto di remake; nel 1969, Bob Fosse porta su schermo il suo musical "Sweet Charity- Una Ragazza che voleva essere amata", con Shirley McLaine nei panni che furono della Masina, Sammy Davis Jr. e Ricardo Montalban.



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