mercoledì 23 marzo 2022

Nosferatu il Vampiro

Nosferatu, eine Symphonie des Grauens

di F.W. Murnau.

con: Max Schreck, Alexander Granack, Greta Schroeder, Gustav Von Wangenheim, Georg H.Schnell, Ruth Landshoff.

Horror

Germania 1922












Ad oltre un secolo dalla nascita dell'esperimento dei fratelli Lumière, la famosa "arte senza un futuro" che un futuro lo ha avuto eccome, cominciano gli anniversari secolari delle prime pellicole davvero importanti. "Nosferatu", sotto questo profilo, non è di certo la prima pietra miliare filmica ad aver spento le cento candeline negli ultimi anni, basti pensare a pellicole persino più influenti come "Cabiria", "Viaggio sulla Luna" o "Nascita di una Nazione"; ma il capolavoro di Murnau può di certo vantare un primato purtroppo ignoto a questi ultimi, ossia l'essere ancora oggi perfettamente saldo nella memoria popolare e, ancora prima, l'aver trasceso lo status di opera filmica per divenire icona popolare.
Celeberrime e immortali sono quelle immagini del conte Orlok che emerge dalla botola della nave, la sua ombra minacciosa che si staglia sulla parete mentre si avvicina alla vittima o la sua tragica morte dinanzi alla luce del sole. Così come celeberrimo è il look del mostro, unico e immediatamente riconoscibile, oramai vera e propria icona pop.




Eppure la mera esistenza del film è già di per sé stessa un miracolo. Murnau, di fatto, non possedeva i diritti di sfruttamento del "Dracula" di Stoker quando diresse il film e per questo ha tentato di evitare eventuali azioni legali cambiando i nomi dei personaggi (da cui il celebre "Graf Orlok" in sostituzione di Vlad Dracula), cosa che però non ha fermato gli aventi diritto che, vinta una causa, chiesero ed ottennero la distruzione di tutti i negativi del film; a salvarsi, fortunatamente, sono state solo poche copie in possesso di alcuni esercenti, tutt'oggi i soli master da cui sono sviluppate praticamente tutte le versioni esistenti del film.
E l'auta mitologica di "Nosferatu" non è certo cosa recente, basti pensare al mistero di Max Scheck, l'interprete del vampiro, a lungo creduto come individuo misterioso, il cui nome è traducibile in "massimo terrore" e che secondo le leggende altri non sarebbe che lo stesso Murnau sotto pseudonimo; tanto che nel 2000, l'autore di "Begotten" Edmund Mehrige decise di omaggiare questa credenza in "L'Ombra del Vampiro", dove si immagina Schreck come un vero succhiasangue.
Eredità a parte, "Nosferatu" ha ancora oggi già per sé stesso ottimi motivi per essere riguardato.




Nella sua messa in scena, nella costruzione delle immagini e nella potenza che ne deriva, il capolavoro di Murnau non ha perso nulla rispetto a cento anni fa. Fedele alle istanze dell'Espressionismo filmico proprio del cinema tedesco dell'epoca, la regia usa ombre e linee geometriche per tagliare l'iqnuadratura in vari elementi, creando vere e proprie "immagini dentro immagini" che generano un generale senso di inquietudine, primo avviso del terrore ravvisabile d ogni visione. 
Espressività estrema che è ancora oggi invidiabile, propria di tanti capolavori del muto che ancora oggi risultano per questo moderni ed estremamente godibili. Tanto che basta paragonare il lavoro di Murnau a quanto fatto nove anni dopo dal pur bravo Todd Browning nel suo celebre "Dracula" del 1931 per accorgerci di come un'opera più vecchia sia invecchiata meglio: laddove quello di Browning è vero e proprio teatro filmato, quello di Murnau è cinema al 100%. 
Senza contare come molti dei "trucchi" usati all'epoca per suscitare meraviglia risultano ancora oggi meravigliosi. Basti pensare all'uso dello stop-motion per creare l'effetto delle bare che si muovo o all'imaggine virata al negativo per ritrarre il castello maledetto del conte; scelte stilistiche che datano irrimediabilmente il film, ma che trasudano al contempo un immane charme.




La figura del vampiro in "Nosferatu" si rifà in parte al romanzo originale ed è distante anni luce da quanto verrà fatto in futuro in tutte le sue successive incarnazioni. Se Bram Stoker descriveva il conte come una figura dall'aura sinistra e dall'aspetto sottilmente mostruoso e la tradizione filmica successiva ha sempre bene o male teso a ritrarlo come un nobiluomo affascinante, talvolta sfacciatamente sexy, il conte Orlok è l'esatto opposto, una creatura mostruosa, che di umano ha solo una vaga apparenza, con un viso demoniaco ed un corpo torreggiante, una vera e propria fiera dalle movenze sghembe, goffe e proprio per questo sinistre sino al diabolico. Più che un nobiluomo che brama la vita tramite il sangue, è un demone che si aggira per l'Europa come uno spettro che porta con sè una scia di morte, incarnata dalla peste, il che lo rende una sciagura, una piaga biblica pronta a divorare e distruggere qualsiasi cosa gli si pari innanzi.



"Nosferatu" resta così tutt'oggi un'opera magnifica, dalle immagini ancora potenti e sorprendenti, un capolavoro che ha perso davvero poco della sua forza nell'arco di cento di anni e che oggi come ieri riesce ad incantare.

2 commenti:

  1. Film bellissimo, a me è piaciuto l'uso delle ombre^^
    come quando si avvicina alle vittime prima di avventarsi su di loro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, un uso delle ombre davvero magistrale.

      Elimina