venerdì 12 luglio 2019

Pat Garrett e Billy Kid

Pat Garrett & Billy the Kid

di Sam Peckinpah.

con: James Coburn, Kris Kristofferson, Bob Dylan, Richard Jaeckel, Slim Picken, Katy Jurado, Jason Robards, R.G.Armstrong, Chill Willis, John Beck, Barry Sullivan, L.Q. Jones, Harry Dean Stanton, Emilio Fernandez.

Western/ Crepuscolare

Usa 1973












---CONTIENE SPOILER---


Nel 1973, quello di Sam Peckinpah era un nome ben noto a Hollywood, sia per il suo stile che, sopratutto, per le cattive abitudini. L'alcolismo di cui soffriva arrivò al culmine proprio quell'anno, in contemporanea con uno degli scontri più duri con un produttore che abbia mai avuto. Quest'ultimo era James T, Aubrey, capo della MGM, il quale gli offrì un progetto inizialmente piccolo, ma che gli permise di creare quello che sarebbe stato il suo western definitivo: "Pat Garrett e Billy the Kid".
Alla base di tutto c'era uno script di Rudy Wurlitzer, già autore di "Strada a Doppia Corsia", che già era stato proposto allo stesso Monte Hellman, il quale rifiutò di dirigerlo. E come protagonisti, due attori visibilmente troppo vecchi, ossia il 45enne James Coburn nei panni del 31nne Pat Garrett e il 36enne Kris Kristofferson in quelli del 29enne William "Billy the Kid" Bonney Jr. Ai quale si aggiunge il contributo alla colonna sonora di un divo dell'epoca, che Peckinpah però arriva a conoscere solo durante la lavorazione del film, ossia Bob Dylan, che comporrà un intero campionario di canzoni per il film.
Se la lavorazione è stata dura e si è dovuto aspettare interi decenni per avere una director's cut del film che gli rendesse giustizia, l'opera in sé potrebbe concorrere per la palma di miglior film western mai realizzato.




La tragica storia dei due pistoleri Pat Garrett e Billy the Kid è famosa tra chiunque si sia appassionato anche solo marginalmente al genere, sia esso sul piano filmico che letterario. Da giovanissimi, i due erano compagni in una banda di banditi che depredava un west ancora selvaggio; ma nel giro di pochi anni, i grossi imprenditori avrebbero domato quei panorami infiniti recintando i confini delle loro proprietà, stringendo un cappio a quella visione di west libera e romantica quanto si vuole, ma che aveva comunque segnato un'epoca. Pat Garrett decide così di passare dall'altro lato della barricata, divenendo uomo di legge; Billy, dal canto suo, diventa dapprima un cowboy per il signorotto Chisum, solo per poi tornare a indossare la maschera da bandito nel momento in cui quest'ultimo lo accusa ingiustamente di aver rubato del bestiame. Garrett viene così incaricato di distruggere Billy e la sua banda, portando alla contrapposizione di quelli che un tempo furono inseparabili amici.




Peckinpah ripercorre così gli ultimi anni del West, il crepuscolo definitivo di un'era come già aveva fatto ne "Il Mucchio Selvaggio"; ma se lì gli eroi svanivano in una fiammata deflagrante, qui svaniscono lentamente; il ritmo delle singole scene e dell'intera narrazione è lento e meditabondo, quasi funereo e a tratti squisitamente dilatato come in "C'Era una volta il West"; i personaggi si muovono lentamente sotto il sole del New Mexico, percorrendo un destino già tracciato, un destino segnato dall'infamia, quella dell'uccisione di un proprio amico. Non per nulla, il film si apre con uno scambio di battute emblematico e folgorante, in cui Billy è a conoscenza del fatto che Garrett deve ucciderlo, ma non vuole reagire, perché si tratta pur sempre di un suo amico.
L'amicizia virile, ossia il valore per antonomasia nel West, viene infranta da quel male che ha come suo marchio il dollaro; i veri antagonisti hanno così la forma del generale e governatore Lee Wallace (che nella realtà fu anche autore di "Ben-Hur") e di Chisum, senza contare i loro leccapiedi, ritratti come sadici aguzzini.




Il tramonto dell'era dell'onore ha così le forme filmiche delle tre uccisioni simbolo dell'intero film; prima quella dello sceriffo Baker, colpito a morte durante una sparatoria, che si accascia presso un fiume sotto un tramonto scandito dalle note di "Knockin' on Heaven's Door" e gli occhi piangenti della moglie e di Pat, il quale deve assistere alla dipartita di un amico; la seconda è quella del vice sceriffo, anch'egli ex compagno di Billy, ucciso da quest'ultimo in duello, il quale viene così anch'egli chiamato ad uccidere chi riteneva un compagno. La terza e più importante è la morte di Billy, la più struggente e iconica.




Peckinpah cita qui sé stesso e costruisce l'esecuzione del Kid allo stesso modo in cui costruiva quella del Mucchio Selvaggio: Pat si aggira silenzioso nella notte, il suo assistente  e uomo di Wallace Poe si intrufola nella stanza di uno dei compagni di Billy, Billy esce nella veranda e ode i suoi assalitori confabulare, solo per rientrare in una stanza dove ad attenderlo c'è Pat, il quale non viene accolto con stupore o orrore, bensì con un sorriso, al quale risponde con un colpo di pistola, un unico colpo sparato che uccide immediatamente il suo ex compagno; inorridito, Pat punta così la pistola verso lo specchio e uccide il proprio riflesso: l'uccisione di quell'unico valore fondate è suicidio, morte esteriore di un personaggio già morto dentro perché reso schiavo di un sistema che non conosce affetti, solo profitto e sopraffazione.




Il West finisce così con l'autodistruzione dei suoi eroi, circondato da un filo spinato che ne cinge i confini come a chiuderlo in una galera perenne. Agli autori e fautori di questo mondo non resta che cantarne la morte in modo intenso e commosso; e le lacrime si trattengono a stento quando le canzoni di Bob Dylan si fanno largo tra le immagini, sopratutto in quel finale amarissimo, perfetta conclusione di una pellicola disperata e per questo infinitamente bella.



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