venerdì 5 giugno 2020

Seberg- Nel Mirino

Seberg

di Benedict Andrews.

con: Kristen Stewart, Jack O'Connell, Anthony Mackie, Margaret Qualley, Vince Vaughn, Colm Meaney, Gabriel Sky, Stephen Root, Yvan Attal, Zazie Beetz.

Biografico/Drammatico

Usa, Inghilterra 2019














Con il caos generatosi a causa della codarda uccisione di George Floyd, che ha squarciato il velo di ipocrisia della società americana fatto di perbenismo solo formale e inclusivismo un tanto al chilo, sembra quasi profetico il fatto che, appena sei mesi prima, l'uscita del biopic su Jean Seberg sia passata praticamente inosservata. Forse la critica e il pubblico non erano ancora pronti per assimilare una storia fatta di soprusi, pregiudizi e volgare razzismo che ha letteralmente risucchiato quella che un tempo è stata una delle più grandi promesse di Hollywood, la bellissima protagonista di "A' Boute de Souffle", la quale è stata ostracizzata a causa del suo anticonformismo e della sua indole liberal pur in un periodo in cui lo status quo veniva fortemente messo in discussione.
E "Seberg", tra alte intuizioni e miopi cadute di stile, alla fin fine riesce perfettamente nel rievocare il dramma di una donna prigioniera di un mondo ipocrita.




Una storia scomoda, quella della Seberg, a cui la Stewart dona il suo sguardo fosco e sensuale in una performance tutto sommato riuscita. La storia di una giovane americana che trova il successo in Europa e, tornata in patria, si avvicina ai movimenti di protesta, in particolare alle Black Panther di Hakim Abdullah Jamal (Anthony Mackie), finendo nel mirino del F.B.I., che ne distruggerà vita e carriera.



Il ritratto è quanto mai convenzionale, la classica caduta in disgrazia in una spirale discendente di drammi e soprusi. Lo script non cerca l'originalità, ma per lo meno non copre il tutto di sensazionalismo. L'avvicinamento della Seberg verso la controcultura non viene celata, l'odio dell'establishment verso i movimento di protesta trova perfetta rappresentazione e non manca il "cattivo" che tenta di redimersi, in una dinamica che sembra uscita dritta dritta da "Le Vite degli Altri".




Se il registro drammatico è quantomai convenzionale, il film fallisce fatalmente nella rappresentazione della passione politica della sua protagonista, che viene costantemente data per scontata e persino subordinata all'attrazione fisica che questa prova per Jamal. Se si tratti di una scelta voluta o di una mera disattenzione, non è dato saperlo, resta il fatto che la Seberg qui rappresentata, per quanto "sessantottina", non prende davvero mai posizioni sui temi caldi dell'epoca.




Si potrebbe così tranquillamente bollare questo biopic appassionato ma superficiale come un'opera malriuscita e inutile; se non fosse, per l'appunto, per la passione che viene dimostrata nel rievocare la vita della protagonista; c'è davvero la voglia di non far obliare la memoria della sfortunata attrice dell'Iowa, di darle spazio in un mondo che sembra averla rimossa, riportandone con fedeltà la storia e gli umori.
"Seberg", per quanto scialbo, trova così una forma di interesse proprio nella sua natura di biopic; un'opera che non susciterà vero scandalo, ma che rappresenta quasi una tappa d''obbligo per non dimenticare chi, già 50 anni fa, rimase schiacciato da un sistema ipocrita e infame.



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