giovedì 3 maggio 2018

Avengers- Infinity War





di Joe e Anthony Russo.

con: Robert Downey Jr., Chris Evans, Josh Brolin, Scarlett Johansson, Chris Pratt, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Benedict Cumberbatch, Tom Holland, Chadwic Boseman, Sebastian Stan, Elizabeth Olsen, Paul Bettany, Zoe Saldana, Dave Bautista, Pom Klemeniteff, Karen Gillan, Tom Hiddleston, Peter Dinklage.

Avventura/Fantastico

Usa 2018












---CONTIENE SPOILER---


Ed arriva dunque un primo epilogo al Marvel Cinematic Universe, un climax anticipato sin dai tempi del primo "The Avengers" che chiude la storyline parallela a tutte le pellicole, quella di Thanos il Titano Folle.
Licenziato Joss Wheadon, che forse troverà maggior fortuna in casa DC (anche se il siluramento dall'adattamento di "Batgirl" non lascia ben sperare), Kevin Feige affida le redini di una produzione da circa 500 milioni di dollari ai collaudati fratelli Russo, che dividono "Infinity War" in due parti, una prima da far uscire subito, una seconda dopo la distribuzione di "Ant-MAn and the Wasp", "Guardiani della Galassia vol.3" e "Captain Marvel". Ne sarà valsa la pena?




Al centro di tutto c'è lui, Thanos, portato su schermo da quel Josh Brolin che tra il titano di casa Marvel, Cable e Jonah Hex si è imposto come lo Steve Reeeves dei cinecomic e che sotto i pixel del mocap finisce per somigliare, incredibilmente, a Bruce Willis.
Creato da Jim Sterlin e apparso per la prima volta nel 1973, il personaggio di Thanos è un omaggio del suo autore al maestro Jack Kirby, in particolare all'arcidemonio Darkseid, con il quale condivide parte del design e sopratutto il ruolo di villain per antonomasia dell'intero roaster di supereroi della casa di riferimento: laddove Darkseid è la nemesi perfetta di Superman e della Justice League, tanto da apparire anche nel DC Extended Universe, Thanos è la nemesi di tutti gli eroi Marvel, in particolare di quelli galattici e, incredibile ma vero, di Deadpool, con il quale condivide un'infatuazione per l'incarnazione della Morte.




Ed è proprio la Morte a muovere le fila dell'equivalente su carta di "Infinity War"; pubblicato per la prima volta nel 1991, "Infinity Gauntlet" vede il Titano Folle riunire le arcane Gemme dell'Infinito nel guanto omonimo, ottenendo poteri divini; il tutto per impressionare la Morte, la quale però si dimostra ritrosa.
Cross-Over tra i più celebri di casa Marvel, "Infinity Gauntlet" riesce ad avvincere nonostante la premessa a dir poco bislacca. E la grandezza della saga risulta perfetta per riunire in un unico film tutti gli eroi del MCU, a formare un cast a dir poco incredibile: tutti gli Avengers, i Guardiani della Galassia, Doctor Strange, lo Spider-Man di Tom Holland e Black Panther, senza contare i relativi comprimari, in un ensamble che ricorda davvero, per amenità e ricchezza di nomi degli interpreti, i vecchi peplum hollywoodiani, a riprova di come il cinecomic ne sia il naturale erede.




Anche nella sua versione filmica, il centro della storia è sempre Thanos, non solo motore degli eventi, ma anche personaggio a tutto tondo; non più folle tiranno innamorato, il titano folle diviene su schermo una vera e propria controparte di Darkseid, che riunisce le gemme dell'infinito per portare una forma di equilibrio nell'universo. Ed è sempre lui il personaggio meglio caratterizzato di tutto il film, nonchè uno dei pochi villain degni di nota di tutto l' MCU: un demonio che prova sentimenti, che arriva persino a piangere quando capisce di dover sacrificare tutto pur di realizzare il proprio scopo e per il quale alla fine non è difficile empatizzare.




Decisamente meno riuscita la caratterizzazione del cast di eroi. E la colpa non è certo dello script: con un roaster di ben 21 personaggi principali era impossibile dare adeguato spazio a tutti; Iron Man diviene così l'eroe senza macchia e senza paura, il Dottor Strange quello più machiavellico e combattuto, Steve Rogers il picchiatore, Scarlet Witch l'innamorata, Visione il mcguffin, l'Uomo Ragno la linea comica, Thor il presunto deus ex machina, mentre Star Lord, nonostante gli eventi di "Guardiani della Galassia vol. 2" regredisce a puro idiota; di tutto contorno è invece il resto dei personaggi, compreso il Bruce Banner di Mark Ruffalo.
Non mancano buchi e forzature nella progressione degli eventi: Scarlet Witch e Visione divengono improvvisamente amanti per il gusto di aggiungere drammaticità, il Tesseract dà vita a due gemme (quella di Visione, nata in "Avengers: Age of Ultron" e quella propria dell'artefatto), l'antefatto sulle gemme e sugli Eterni non ha nulla a che vedere con quanto mostrato in "Guardiani della Galassia"; e non si capisce per quale motivo il redivivo Teschio Rosso sia divenuto onnisciente. Si tratta ovviamente di "licenze" usate per far progredire l'intreccio da un punto all'altro, ma che finiscono per azzerare, talvolta, il coinvolgimento.




Tanto che, anche a fronte di una storia praticamente inesistente, a colpire, al di là di scene di combattimento ben coreografate ed una battaglia finale fin troppo confusionaria, resta il tragico finale, unico vero colpo di scena in grado di destabilizzare le aspettative. Un pugno allo stomaco sorprendente ed intrigante che risolleva le sorti di una pellicola ricca, ma al contempo esile.

6 commenti:

  1. Tolto il pensiero questo filmetto per divenire immuni agli spoiler, si è pronti per L'Isola dei Cani!

    RispondiElimina
  2. Di tutto il film il finale è l'unica cosa riuscita (oltre alla scena post-titoli).
    il resto, la solita routine.

    RispondiElimina
  3. Per il prossimo film voglio sperare che se devono far resuscitare qualcuno, almeno lo facciano verso la fine.
    Meglio la cura Ludovico di altre due ore e mezza di Stark,Strange,Star-lord,Peter Parker e dell'orrida interpretazione di Bettany/Visione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bettany è sempre stato un pessimo attore, solo che non se ne è mai accorto nessuno. In Avengers 4 penso che resusciteranno tutti proprio alla fine, tanto hanno altri 3 film da fare prima.

      Elimina