sabato 24 febbraio 2018

Black Panther

di Ryan Coogler.

com: Chadwick Boseman, Micahel B.Jordan, Lupita Nyong'O, Danai Gurira, Martin Freeman, Andy Serkis, Angela Bassett, Forest Whitaker, Daniel Kaluuya.

Azione/Avventura

Usa 2018

















Ce ne è voluto di tempo per Pantera Nera (o Black Panther che dir si voglia) per calcare il Grande Schermo; già nei primi anni 2000, Wesley Snipes voleva trasporre il celebre eroe Marvel in un film live-action, sull'onda del successo riscosso dal suo Blade; per non meglio specificati motivi, il progetto non si è mai concretizzato e i fan del personaggio hanno dovuto aspettare la fase 3 dell'UCM per avere un film dedicato al proprio beniamino; se si esclude "Captain America: Civil War", dove il sovrano del Wakanda veniva introdotto come personaggio secondario ma finiva per avere la storyline più riuscita.



Pantera Nera, alias T'Challa, viene creato da Stan Lee e dal Re Jack Kirby nel 1966 ed è il primo vero eroe di colore della storia dei comics ad ottenere una propria testata; non il primo eroe di colore in assoluto, record che spetta a Gabe Jones, membro degli Howling Commandos di Capitan America apparso per la prima volta nel 1963, ma il primo ad essere protagonista assoluto delle proprie avventure. Nel corso degli anni la sua fama verrà surclassata da quella di Luke "Power Man" Cage, ma T'Challa resterà per sempre tra le creazioni più riuscite di casa Marvel.
Merito non solo del carisma del personaggio o del suo status di sovrano e Vendicatore, quanto per il mondo nel quale viene calato, vero e proprio "universo nell'universo". Il Wakanda, stato immaginario dell'Africa centrale, è in realtà la nazione più progredita al mondo, il cui livello tecnologico ed i vasti giacimenti di vibranio le permettono di essere anche tra le più potenti al mondo.
T'Challa si trova così diviso tra le responsabilità di re di una potente nazione, ultimo erede del mantello di Black Panther, protettore della sua terra natia, e membro degli Avengers, con tutte le conseguenze intuibili.
Successo immediato tra i giovani appassionati di comics, Pantera Nera è poi protagonista di un curioso caso di omonimia: appena quattro mesi dopo la sua prima apparizione nelle edicole, il movimento radicale delle Pantere Nere comincia la sua azione violenta per le strade del mondo; Lee e Kirby decidono tuttavia di non ribattezzare in alcun modo il personaggio, per non cedere al clima di violenza del tempo.
Su schermo, Pantera Nera viene trasposto niente meno che dal team dietro il successo inaspettato di "Creed": Ryan Coogler alla regia, sempre sottoposta ai dettami del tirannico Kevin Feige, ovviamente; e Michael B.Jordan nei panni del villain Erik Killmonger, rivale di T'Challa per il ruolo di Pantera Nera. Il risultato è però incredibilmente blando.




Non c'è mai un momento davvero memorabile nella prima avventura di T'Challa al cinema. Non una sequenza d'azione, non una linea di dialogo, nemmeno il confronto con un villain che, in teoria, ha una caratterizzazione interessante.
Killmonger e T'Challa sono protagonisti di uno scontro ideale prima che fisico. Il primo è un reietto, cresciuto ad Oakland, lontano dalle praterie e dalla tecnologia wakandiana, è cosciente della sottomissione del nero da parte dell'uomo bianco e vuole usare la forza del vibranio per avviare una rivolta mondiale. Un rivoluzionario più che un cattivo, il cui rimpianto per la morte precoce del padre ha portato sulla cattiva strada.
T'Challa è anch'egli un figlio privato della figura paterna anzitempo, un re un pò riluttante che preferisce perorare la tradizione isolazionista per proteggere la sua gente, ma che così finisce per essere cieco verso i bisogni del prossimo.
Se la caratterizzazione di Killmonger lo rende su carta un personaggio interessante, il poco screen-time che gli viene dedicato finisce per appiatirlo fino a farlo poggiare sull'adagio del classico villain spaccatutto contrapposto al buono di turno. Per fortuna, Michael B.Jordan riesce lo stesso a donargli il carisma necessario per rendere l'esile storia quantomeno sopportabile.




La regia di Coogler è puramente di servizio, persino quando adopera funambolici piani sequenza digitali per dar vita all'azione. Nonostante le coreografie di buon livello, questa non ha vera suspanse, la drammaticità si perde in tutti i luoghi comuni possibili e non si è mai davvero coinvolti dalla storia di T'Challa e Killmonger, nonostante il fascino dato da una mitologia tribale inedita in un comic movie, che lo rende quasi un blaxploitation per famiglie.




Colpa anche di un'estetica che si appoggia sin troppo alla CGI, anche quando non necessaria; si ha a volte la sensazione di stare guardando un cartone animato piuttosto che un live-action, percezione che azzera definitivamente ogni forma di coinvolgimento.
Nonostante gli sforzi, questa prima trasposizione della creatura di Kirby non graffia: ha un'identità forte, una mitologia inedita, ma una forma estetica e narrativa incolore la rendono del tutto inerte.

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