giovedì 19 dicembre 2019

Star Wars- L'Ascesa di Skywalker

Star Wars- The Rise of Skywalker

di J.J.Abrams.

con: Daisy Ridley, Adam Driver, Carrie Fisher, Mark Hamill, Oscar Isaac, John Boyega, Richard E.Grant, Keri Russell, Billie Lourd, Ian McDiarmind, Lupita Nyong'O, Domhnall Gleeson, Kelly Marie Tran, Anthony Daniels, Billy Dee Williams, Naomi Ackie, Joonas Suotamo.

Fantastico/Avventura

Usa 2019











---CONTIENE SPOILER---

Un effetto distruttivo, quello creato da Rian Johnson e il suo "Gli Ultimi Jedi"; una bomba nucleare che ha scosso il megalitico fandom dell'opera di Lucas sin nelle fondamenta, portando ad una divisione manichea e inconciliabile tra chi lo ha adorato e chi lo detesta. Ed è facile capire il punto di vista di questi ultimi: è impensabile per loro apprezzare un film che mischia le carte in tavola e che fa a pezzi ogni aspettativa per divenire simbolo di originalità in una saga ultraquarantennale che aveva visto già ne "Il Risveglio della Forza" la riproposizione di tutti i suoi cliché primigenei.
Era impossibile, in realtà, continuare a usare il canone lucasiano all'infinito; sarebbe stato facile limitarsi a riproporre pezzi di storia e personaggi presi da "L'Impero Colpisce Ancora" e "Il Ritorno dello Jedi" e aggiornarli ai tempi che corrono, ma a Johnson questo non interessava (per fortuna) e ha deciso di gridarlo a squarciagola. E il fatto che i cosiddetti "fans oltranzisti" non siano riusciti ad apprezzare quanto di buono fatto, è al solito indice della loro miopia, dell'ottusità mentale con cui si approcciano ad ogni nuova opera, cercando il conforto di personaggi e situazioni vecchie sino allo stereotipo.
Il che, per la Disney, è comunque un problema; e di fatto, nonostante abbia superato il miliardo di dollari al botteghino, il film di Johnson ha comunque incassato meno di quello di J.J.Abrams. Urgeva, dunque, correre ai ripari: spariti dalla circolazione Colin Treverrow e (per fortuna) Josh Trank, Topolino ha deciso di richiamare proprio quel J.J. che aveva resuscitato con successo la saga, per il suo gran finale.



Un Abrams che decide di non prendere rischi di sorta; per prima cosa, abbandona il suo classico stile narrativo fatto di "misteri dentro misteri", che in realtà tanti danno aveva causato alla saga in Episodio VII, per aprirsi ad un racconto su di un finale mai così completo e catartico.
Mancanza di rischi che, tuttavia, si sostanzia anche in vari retcon ad aspetti della storia de "Gli Ultimi Jedi" che i fan non hanno mai digerito. Il personaggio di Rose viene relegato sullo sfondo degli eventi e la sua infatuazione verso Finn sembra essere evaporata su Crait. Finn, dal canto suo, sembra essere di nuovo attratto da Rey, come in origine. E la vera svolta la subisce proprio il personaggio di Rey, che diviene anch'ella una "figlia della Forza", erede di uno dei personaggi più importanti della saga proprio come i fan avevano sempre desiderato. Concessione che per lo meno non scade nello stereotipo: Abrams e Chris Terrio hanno avuto la decenza di evitare la solita storia sul prescelto di turno che Hollywood si diverte a propinare in ogni saga possibile e immaginabile.




Mancanza di rischi che si traduce anche in un racconto puramente lineare, con giusto un colpo di scena, anche facilmente intuibile. Il racconto si adagia sul binario della quest al mcguffin, almeno nella prima metà del film, che talvolta avanza con forzature evidenti (ma quel pugnale Sith a cosa diavolo serviva in origine?), ma che, bene o male, riesce a tenere sempre alta l'attenzione e la tensione.




Abrams tiene sempre strette le redini della narrazione, ma non riesce mai a concepire o portare su schermo momenti davvero evocativi, come invece riusciva bene a Johnson nel capitolo precedente. Anche i momenti più importanti, benché ben enfatizzati, non divengono mai davvero memorabili a causa dello scarso senso per lo stile della regia. Per lo meno, il divertimento non manca mai: in oltre due ore di durata non esiste un tempo morto che non sia voluto per poi rincarare con l'azione e il dramma, condito con dialoghi briosi e riusciti.
Il risultato è un film "semplice" ma che riesce perfettamente a concludere tutti gli story-arc aperti cinque anni fa e proseguiti con "Gli Ultimi Jedi", riuscendo anche ad essere coerente con tutti i film dell'intera saga. Laddove Abramas decide di introdurre novità è esclusivamente nella mitologia degli Jedi, che viene avvicinata ancora di più al canone del "Dune" di Frank Herbert, il quale viene sovente citato in modo invero gustoso; novità introdotte per ammantare di un'aura di misticismo ancora più marcata una trilogia che, volente o nolente, ha dimostrato di aver capito quali erano le fondamenta del proprio mito e le ha sapute spingere verso nuovi livelli.
Tutto il resto è puro spettacolo: i valori produttivi sono al solito incredibili, le battaglie spaziali e gli scontri con le spade laser sono sempre avvincenti e coinvolgenti.




"L'Ascesa di Skywalker" si rivela così come un blockbuster riuscito, ma purtroppo poco ambizioso, che finisce per dare al pubblico solo ciò che cerca senza mai sorprendere. I fan e gli spettatori occasionali apprezzeranno sicuramente gli sforzi di Abrams, ma chi ha amato il coraggio e la forza espressiva de "Gli Ultimi Jedi" rimarrà sicuramente deluso.



2 commenti:

  1. Risultato ampiamente preventiabile alla luce del precedente (che anche io ho apprezzato molto, nel voler quantomeno costruire qualcosa di nuovo) e conoscendo il regista, che si aggrappa al riffiano fanservice e citazionismo per salvare il salvabile, ma a differenza di 4 anni fa il pubblico è già sazio e potrebbe stavolta non appoggiarlo.
    Trilogia gestita malissimo, cambiare director in corso di per se si può anche fare, ma serve una visione unica, la trilogia classica aveva registi diversi ma in cima c'era sempre Lucas, qui ogni film sembra che ne rinneghi un altro.
    Per la prossima fase o optano per un approccio "alla Jackson" girando tutto insieme sotto la supervisione di un unico autore, oppure vadano avanti con i Mandalorian e storie antologiche, perché di questa trilogia si salva ben poco e l'effetto nostalgia pare bello che saturo.

    ps Star Wars ha sempre urlato "merchandise" da ogni frame fin dai tempi degli Ewok, ma inserire in un terzo episodio così dal nulla personaggi che sembrano creati solo per apparire in opere derivate, un nuovo orribile droide e caschi riforgiati giusto per commercializzare il nuovo pupazzetto, sono cose che alla lunga rischiano di spazientire anche il più malleabile dei fan.

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    1. Capisco il tuo punto di vista e la tua delusione, ma ho apprezzato davvero quanto di buono fatto in questa nuova trilogia, pur essendo conscio dei difetti. Ho amato "Gli Ultimi Jedi" e apprezzato quest'ultimo capitolo, il che è un miracolo se si tiene conto che i prequel mi avevano fatto schifare l'intero franchise.

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