giovedì 25 aprile 2013

Crash

di David Cronenberg

con: James Spader, Deborah Kara Unger, Holly Hunter, Elias Koteas, Rosanna Arquette.

Erotico/Cyberpunk

Canada, Inghilterra (1996)














---SPOILERS INSIDE---


Nel 1996 David Cronenberg, coadiuvato dal fido produttore Jeremy Thomas, traspone sul grande schermo il romanzo "Crash!" del compianto autore di science-fiction J.G. Ballard; il risultato è il suo film più geniunamente ed esplicitamente erotico, nonchè uno dei più importanti saggi cyberpunk di sempre.


A seguito di un disastroso incidente stradale, il giovane produttore cinematografico James Ballard (James Spader) conosce la dottoressa Helen Remington (Holly Hunter) e il misterioso Vaughan (Elias Koteas), membri di un gruppo di feticisti dediti ad un bizzarro culto erotico: l'incidente stradale.


"Crash" rappresenta la mutazione ultima e definitiva del corpo umano: la transizione dalla carne al metallo della lamiera dell'automobile, tema che avvicina il cinema di Cronenberg a quello del coevo Shinya Tsukamoto (autore di culto a partire dal 1988, anno in cui sciocca il mondo con il mitico "Tetsuo"), anche se partendo da premesse diverse; per Cronenberg la trasfrormazione in metallo è un processo naturale, dovuto all'evoluzione della società umana; la metamorfosi della società porta a sostituire ogni materiale naturale con un equivalente artificiale: nella città in cui si muovono i personaggi quasi non esistono vegetali, ma solo cemento e metallo; la lamiera come nuova carne è dunque il punto d'arrivo del cambiamento dovuto al passaggio da una civiltà rurale ad una post-industriale.
Al pari di Tsukamoto, però Croneberg profetizza il martirio della carne come unica via per risvegliare i sensi dell'uomo: martirio che a seguito della mutazione diviene quello dell'automobile, la quale, da semplice feticcio fallico proprio del cinema americano, diviene qui vero e proprio strumento erotico, un nuovo organo esterno che permette al'uomo di sfogare i sensi repressi.


La distruzione del corpo per raggiungere l'orgasmo porta però ad una conseguenza irreparabile: la mutilazione del corpo stesso, il quale, martoriato da cicatrici ed amputazioni dovuti agli incidenti, è ancira una volta "nuova carne", diversa da quella normale e pronta a sostituirla; simbolo di questa trasformazione è il personaggio di Gabirelle, donna dal corpo semidistrutto, costretta a deambulare grazie ad un sistema di busti e stampelle, emblema del nuovo essere umano come perfetta sistesi tra carne e metallo.


Vero e propria profeta del cambiamento è il personaggio di Vaughan: sorta di cerimoniere degli incidenti, si diverte a ricreare la morte delle celebrità della vecchia Hollywood (James Dean, Jane Mansfield) per raggiungere l'apice dell'eccitazione; Vaughan rappresenta anch'egli il punto d'arrivo della metamorfosi: è un uomo-macchina vero e proprio, che riesce a copulare solo per il tramite dell'autromobile e ad eccitarsi solo innanzi ad un incidente con vittime; la sua trasformazione porta ad un rigetto della normale dicotomia tra gender: bisessuale convinto, si arrabbia quando James lo tradisce per un'altra auto e per punirlo lo penetra tamponandolo ripetutamente, a mimare la rabbia di un amante deluso.
Nel finale, Cronenberg riamarca come la trasformazione della carne in metallo sia definitiva: i due protagonisti, vittime volontarie di un incidente, affermano di non poterne fare più a meno, prova di come l'adrenalina per la morte sia il nuovo carburante del corpo, unico in grado di riaccendere i sensi sopiti.


"Crash" è il film più eroticamente esplicito del grande autore canadese: gli amplessi tra i personaggi sembrano (e forse sono) reali, i dialoghi sono pochi, ma quasi esclusivamente concentrati sull'erotismo; al contempo, esso è anche uno dei suoi film più rigorosi: non vi è alcun eccesso gratuito nel mostrare i corpi nudi dei personaggi, nè nel mostrare la violenza degli incidenti, i quali, anzi, restano quasi sempre fuori scena; l'autore sa perfettamente qaundo concludere una scena per evitare che essa scada nel ridicolo o, peggio, nel gratuito.


Il cattivo gusto della celebrazione della perversione erotica viene dunque evitato, anche grazie alle prove degli attori: chiamati ad interpretare un gruppo di feticisti distorti, essi recitano come sotto ipnosi, ad enfatizzare la devianza insita nei loro alter ego; Cronenberg, inoltre, dimostra un'inedita indole di regista d'azione: splendide sono le riprese degli accappotamenti e degli sbandamenti sulla superstrada, quasi tutte girate dall'interno delle auto per aumentare l'immedesimazione e, al contempo, la spettacolarità delle immagini.


Giustamente premiato con il Gran Premio della Giuria a Cannes '96, "Crash" è una delle pellicole più importanti di Cronenebrg: uno dei suoi ultimi saggi sulla mutazione della carne e sulle sue implicazioni, prima che la sua ricerca filosofica si rivolga esclusivamente al tema dell'identità.

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