domenica 26 maggio 2013

Spawn


di Mark A.Z. Dippè

con: Michael Jai White, John Leguizamo, Martin Sheen, Nicol Williamson, Melinda Clarke.

Azione/Fantastico

Usa (1997)


















Nel 1997, la New Line, non ancora esplosa come major, tenta il colpaccio: la trasposizione su grande schermo di "Spawn", personaggio creato appena cinque anni prima e divenuto subito un cult.



Esordio come soggetto originale per lo scrittore Todd McFarlene, già apprezzato autore di storie per la Marvel e la DC (negli anni'80 creò il personaggio di Venom, la nemesi perfetta dell'Uomo Ragno), "Spawn" esordisce come testata indipendente edita dallo stesso McFarlene per il tramite della neonata Image Comics e riscuote subito un successo planetario, portando la casa editrice di McFarlene agli stessi livelli delle major; la violenza grafica ai limiti del parossistico, lo humor nero e l'ambientazione para-apocalittica (angeli vs.demoni in attesa dell'Armageddon) sono però solo un contorno che accompagna il vero interesse che i lettori ripongono nella testata: il carisma di un anti-eroe totale, ex assassino di professione morto e resuscitato come soldato infernale, reietto dallo stesso Inferno e che ora massacra orde i demoni suoi ex-alleati e si difende dagli attacchi delle schiere angeliche che vogliono distruggerlo in quanto anima dannata.

 


Nell'albo originale c'erano tutti gli ingredienti per creare una buona pellicola di intrattenimento: un protagonista cupo e dannato, un pò Batman un pò John Constantine, una serie di antagonisti folli e violenti, come il Clown, controparte infernale del Joker ancora più pazzo, nonché violenza e cattiveria a pacchi; elementi che il film omonimo riprende malamente, a causa di una sceneggiatura claudicante e di una regia di puro mestiere; la storia, al solito puramente pretestuosa, mostra unicamente le origini del protagonista: tradito e ucciso dal suo capo (Martin Sheen), il killer prezzolato Al Simmons (Michael Jai White, ancora lontano dai successi come lottatore di MMA) viene reclutato dal Clown (un irriconoscibile John Leguizamo) come Hellspawn, generale delle schiere demoniache nella lotta contro il Paradiso; Spawn decide però di usare i suoi poteri per fare del bene, in particolare per proteggere la sua famiglia, inimicandosi il Clown e il resto dei demoni.




Scomparsa ogni traccia di violenza per passare indenne tra le maglie della censura, il film è un mix indigesto di azione, horror e fumetto; la storia, si diceva, serve solo a portare in scena i personaggi di McFarlane, che nel passaggio su grande schermo perdono ogni sorta di caratterizzazione e finanche di carisma: il protagonista retrocede ad eroe duro e puro, la cui psicologia è talmente basica da non sentire neanche per sbaglio il conflitto tra le sue aspirazione benigne e i massacri a cui si abbandona; il Clown, bene o male, è lo stesso del fumetto: un tappo sboccato e violento, che però non inquieta nè diverte; tutto il resto del cast è invece impegnato a recitare battute da duri e ricoprire gli stereotipi del supercattivo alla Lex Luthor, della donna in pericolo o del mentore; e spiace davvero vedere Martin Sheen e Nicol Williamson sprecati in ruolucoli del genere.




Dal canto suo, lo sceneggiatore Alan McElroy ha una carriera che da sola dice tutto: "Halloween 4" (1988) e "Wrong Turn" (2003), ossia derivatività a gogo; in questo caso il modello di riferimento è il "Batman" (1989) di Burton, lontano però anni luce; l'umorismo sardonico si riduce così a battutine stupide e ridicole, il personaggio oscuro, come detto, è ridotto ad un supereroe senza macchia e senza paura che esclama battute di sorpresa di fronte ai suoi poteri neanche fosse un adolescente alle prese con la pubertà e, in generale, le situazioni e l'atmosfera grondano ridicolo da ogni frame, mandano all'aria ogni forma di sospensione dell'incredulità fin dai primissimi minuti.




Mark A.Z. Dippè, invece, non è neanche un regista professionista, ma uno specialista di effetti speciali in CGI, e si vede: con un budget di appena 40 milioni di dollari, gli effetti in animazione 3d sono talmente falsi da sembrare usciti da un pessimo videogame per Pc dei primi anni '90, facendo raggiungere livelli impensabili al già alto tasso di ridicolo.




Scialbo, noioso e stupido, "Spawn" è il perfetto esempio del cinecomic che impazzerà nel decennio successivo alla sua uscita: niente trama, solo tonnellate di effetti in CGI fatti alla bene e meglio e battutacce da due soldi per gasare gli spettatori; sorge un dubbio: perchè nel 1997 una formula del genere floppava clamorosamente ai botteghini mentre 10 anni dopo vi trionfava?

Nessun commento:

Posta un commento