sabato 25 maggio 2013

Batman & Robin

di Joel Schumacher

con: George Clooney, Arnold Schwarznegger, Uma Thurman, Chris O'Donnell, Alicia Silverstone

Usa (1997)













Se "Batman Forever" (1997) è una pellicola pacchiana, infantile e ridicola, "Batman & Robin" riesce nell'intento non facile di fare anche peggio: essere un film genuinamente brutto; abbandonato ogni riferimento alla controparte cartacea, lo sceneggiatore Akiva Goldsman (uno dei peggiori scrittori che Hollywood abbia mai conosciuto, se non il peggiore di sempre) distrugge qualsiasi forma di verosomiglianza e credeibilità di personaggi e situazioni, imbastisce una storiucola pretestuosa e senza senso ed abbonda in sketch imbarazzanti.



Gli antagonisti di turno, Mr.Freeze e Poison Ivy, sono messi al centro di un inteccio senza nè capo, né coda: il primo vuole congelare l'intero mondo perchè incapace di curare la moglie, la seconda vuole ricoprie la terra di piante e fiori; stop: apocalisse totale senza se e senza ma; dal canto loro gli intepreti sembrano aver capito a che gioco stanno giocando: Schwarznegger istrioneggia in ogni scena e la Thurman cerca di essere sensuale ancheggiando e sculettando dall'inizio alla fine; e se il primo risulta almeno simpatico nei panni del pagliaccio surgelato, la seconda non riesce mai davvero ad essere sensuale a causa di un make-up e di un costume semplicemente orrendi; al suo fianco compare persino Bane, ridotto (ovviamente) ad un gigante ritardato che ripete a pappagallo le battutacce sull' "importanza della lunghezza della pistola" (!!!) di Mr.Freeze.



Rimpiazzato Val Kilmer all'ultimo momento, Clooney è semplicemente il peggior Batman mai visto dai tempi di Adam West, ma la colpa non è nemmeno sua: il grado di stupidità del personaggio è davvero allarmante e i suoi monologhi recitati quasi direttamente in camera sono assolutamente insostenibili; di peggio riesce a fare solo O'Donnell nei panni di Robin, il quale, dismessi i panni dell'adolescente arrabbiato, diviene qui un fighetto in moto smanioso di surclassare il suo capo: da antologia del trash la scena in cui i due "eroi" tentano di comprare le grazie della Thurman sfidandosi in un asta a colpi di "bat-carta di credito"!



Discorso a parte merita la new entry Batgirl: puerile e idiota, declama monologhi femmisti e si atteggia a donna di carattere fin dalla sua entrata in scena (con una seduzione del povero Robin che sembra uscita dritta dritta dal peggior chiappa e spada italiota dei '70) e con il fisico e lo sguardo vacuo di una Alicia Silverstone ingessata ed inespressiva diviene autentica icona del ridicolo involontario; geniale (si fa per dire) l'idea di gettare in un buco nero la sottotrama che la vede protagonista: la ricerca del fratello del maggiordomo Alfred, a sua volta maggiordomo presso una tibù nomade (e non è una supercazzola), che misteriosamente viene lasciatà a metà all'inizio del secondo atto; d'altro canto è meglio così: troppa storia avrebbe distratto i bambini dai colori sgargianti e dalle battute becere.


Come se tutto questo non fosse abbastanza, Schumacher immerge il roster di personaggiucoli in un'atmosfera camp e infantile perfetta erede del Batman televisivo dei '60: con più soldi ed un gusto estetico kitsch e psichedelico, il film sembra un gigantesco luna park su schermo, senza lo zucchero filato ma con un gran fraccasso come sottofondo.


Idiota, ridicolo, semplicemente demente, "Batman & Robin" segna il punto più basso della cinematografia tratta dai comics fino agli anni '90, nonche il canto funebre del filone, che appassirà temporaneamente per poi tornare alla carica con "Blade" (1998).


EXTRA:







WHY NOT?

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