lunedì 22 marzo 2021

Zack Snyder's Justice League

di Zack Snyder.

con: Ben Affleck, Gal Gadot, Ray Fisher, Henry Cavill, Jason Momoa, Ezra Miller, Amy Adams, Connie Nielsen, Robin Wright, Diane Lane, Jared Leto, Harry Lennix, Amber Heard.

Fantastico/Avventura/Azione

Usa 2021











E' arrivato il momento di riflettere seriamente sulla forza che viene data ai fandom. Questo perché oramai viviamo in un mondo dove un film come "L'Ascesa di Skywalker" esiste quasi esclusivamente per salvare una saga agli occhi dei propri appassionati delusi, dove i fanboys riesco a far cambiare il design di Sonic minacciando di far fallire il film e dove qualcosa come "Zack Snyder's Justice League" ha visto la luce sulla sola base di una petizione degli aficionados.


Perché la famosa "Snyder's Cut" di "Justice League" era qualcosa di diverso, una semplice versione monca del film diretto da Whedon che avrebbe persino dovuto avere una sua distribuzione, ma che Snyder ha ostracizzato, giustamente, poiché si trattava per l'appunto di un film non finito, non di un semplice montaggio alternativo. E la storia dietro le quinte del film parla, di fatto, da sé: la Warner era scontenta dell'underpergorming di "Batman v. Superman" e ha cercato di ottenere un controllo diretto sul sequel, usando Geoff Johns come "agente dietro le quinte" per guidare la mano del regista verso scelte stilistiche e narrative che avrebbero accontentato il grande pubblico e i fanboys. Questa situazione poco rosea deflagra, drammaticamente, alla morte della figlia di Snyder, che lo porta ad abbandonare definitivamente il progetto in mano a Joss Whedon, il quale fa praticamente ripartire da capo le riprese e stravolge lo script. Il risultato, che lo si detesti o meno, è quello uscito al cinema, una sorta di riarrangiamento di quanto da lui fatto con il primo "The Avengers".


Tutto questo non ha ovviamente fermato i fandom mondiali e, dietro di loro, la HBO, che ha praticamente deciso di finanziare un progetto "for fantics only", lasciando mano libero a Snyder, il quale ha praticamente girato un altro film e lo ha assemblato con quel poco fatto in precedenza, per un totale di quattro ore di durata, praticamente l'equivalemtne di quanto fatto dai Russo in due film.
Alla fin fine, ne è valsa la pena?


Va riconosciuto a Snyder l'epiteto di autore, non solo per il fatto di aver mantenuto anche qui uno stile coerente (che piaccia o meno), ma soprattutto di aver perseguito la sua visione con caparbietà. Fin troppa caparbietà.
La prima cosa che salta all'occhio durante la visione, soprattutto nei primi minuti, è l'estrema dilatazione del ritmo, sia interno alle scene che del film in generale. Ogni sequenza sembra durare troppo, avere sin troppi dettagli, tanto che sembra di assistere non ad un film finito, ma ad una semplice copia-lavoro per il montaggio, anche escludento i famosi slow motion snyderiani. Il che è sicuramente dovuto alla volontà di Snyder di inserire praticamente tutto il girato originale nel film, senza lasciare nulla e modificando il meno possibile rispetto alla sceneggiatura.
Salta all'occhio, ovviamente, anche la scelta di distribuire il film interamente in formato video 4:3, con la visione che così viene concentrata sul centro dell'inquadratura; e non si sa bene per quale motivo, tanto che, come scelta, sembra dettata unicamente dalla volontà di dare un tocco "artsy" ad un kolossal che vuole anche essere pura visione autoriale. E forse, in fondo, la Snyder's Cut è proprio questo, ossia l'affermazione totale della visione di un autore su tutto e tutti, con tutte le conseguenze possibili, sia nel bene che nel male.


La storia, bene o male, è sempre quella vista nella versione di Joss Whedon, ma bisogna dire che questa versione, benché sin troppo lunga, è molto più coerente e completa.
Ora Steppenwolf è un villain con una caratterizzazione vera e propria; non più semplice mostro in cerca di vendetta per lavare l'onta della sconfitta subita in passato, l'arcidemonio è l'araldo di Darkseid, inviato a conquistare pianeti in sua vece per ripristinare il suo rango all'interno della corte di Apokolips. E lo stesso Darkseid appare spesso, assieme al braccio destro DeSaad, come minaccia cosmica alla Thanos. solo virato al male supremo. E sarebbe davvero stato interessante vedere gli sviluppi apocalittici della trama originariamente imbastita, del quale qui rimangono alcuni spettacolari frammenti.
Cyborg diventa personaggio centrale e completo, con un arco narrativo che lo porta a ritrovare l'affetto verso quella figura paterna che odiava; Flash, sempre fisso nel suo ruolo di linea comica, ha anche lui una pacchianissima introduzione, in cui Snyder si diverte ad esagerare il concetto di ralenty, inserendo al contempo trovate comiche ai limiti del ridicolo. Ma, fortunatamente, molte delle vecchie gag vengono tagliate, al punto che il suo status di "bambino speciale" perde, fortunatamente, di significato. Persino il cameo del commissario Gordon di J.K. Simmons ha una sua funzione narrativa precisa. Meno spazio viene invece dedicato ad Aquaman, ma la scena della sua introduzione, diametralmente opposta per tono a quella vista al cinema, è a suo modo simpatica per il modo in cui lo caratterizza come divinità scesa in Terra.


Più cura è anche riposto nell'aspetto spettacolare. Senza una data di uscita vera e propria, gli effetti speciali in CGI vanno dimenticare la mediocrità imbarazzante della versione precedente; soprattutto, Snyder riesce davvero a creare uno spettacolo visivo partendo sempre dalla storia, con sequenze spettacolari ma importanti sul piano narrativo, come la nuova versione dello scontro con il redivivo Superman e, ancora di più, il climax con un Flash che si muove nello spazio-tempo.


Per il resto il film soffre a causa di uno stile sin troppo barocco, con ralenty su ralenty che enfatizzano ogni singolo movimento scadendo talvolta nel ridicolo. Ma, in generale, Snyder riesce a rendere la formazione della JL davvero epica e la sua visione, benché imperfetta, è indubbiamente spettacolare, figlia di un cinema dove lo spettacolo non dimentica i personaggi e, soprattutto, ha sempre rispetto per l'intelligenza del suo pubblico. Cosa che, al giorno d'oggi, è rara, soprattutto nel filone supereroistico.

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