mercoledì 20 febbraio 2013

Il Demone sotto la Pelle

Shivers

di David Cronenberg

con: Paul Hampton, Barbara Steele, Joe Silver, Lynn Lowry, Susan Petrie.

Horror

Canada (1975)

 












Autore giustamente riverito nei festival di tutto il mondo, intellettuale profondo e profetico, regista di pellicole di culto amate da almeno due generazioni di fanatici dell'horror e non, David Cronenberg esordì, nell'ormai lontano 1975, con un piccolo film dell'orrore che tuttavia conteneva già tutti gli elementi della poetica filosofica e stilistica del grande autore.
 
Ambientato in un moderno condominio di Toronto, "Il Demone sotto la Pelle" mostra le disavventure di un gruppo di indivdui la cui quotidianità viene sconvolta da della creature vermiformi che, introducendosi nel corpo delle vittime, ne risvegliano gli istinti sessuali sopiti trasformandole in creature di pura libidine.
La teoria di Croneneberg già in questo suo primo lungometraggio è cristallina: nella società moderna il corpo viene visto come estraneo rispetto alla persona; il palazzo in cui si svolge la storia è la perfetta metafora della società: da colori freddi e antisettici, non ha nulla di umano; le persone che vi abitano sembrano prive di istinti; i vermi, usciti dal cadavere di una giovane ninfomane, sono la carne: una creatura rivoltante agli occhi di che la vede; l'istinto sessuale che risvegliano è totale e totalizzante poprio perchè sopito: una volta che questo ritorna, gli organismi ospiti perdono la ragione, divengono pura carne, ossia un corpo estraneo da sè stessi poiche l'uomo percepisce, oramai, una simile situazione come aliena, giacchè non implementata nella quotidianità.




La sessualità è, quindi, come un virus che si diffonde e che non può essere nè sconfitto nè circoscrtto: il risveglio dei sensi diviene pandemia che porta ad un nuovo tipo di essere umano; Cronenberg descrive la sessualità come minaccia: il corpo è mutazione dell'essere, non cambiamento, poichè l'essere non è abituato alla sua presenza; colui che si abbandona all'istinto è così una creatura mutante, aliena rispetto al resto dell'umanità, la quale, pur non sopprimendo del tutto la sessualità, riesce ad imbrigliarla in forme convenzionali; una volta che queste vengono scardinate, il "demone sotto la pelle", appunto, muta l'umano in una belva assatanata.



Nonostante lo scarso budget a disposizione il regista riesce a rendere credibili le sue creature e, già in questo suo esordio nel lungometraggio, avvia, oltre che la sua riflessione filosofica, anche quella stilistica: l'effetto speciale da orpello spettacolare diviene mezzo narrativo, atto non a dare una spettacolarità splatter fine a sè stessa, ma ad avviare la vicenda; le scene anche più cruente non vengono mai spettacolarizzate (come nella sequenza dello squartamento della ragazza ad inizio film): Cronenberg mostra già da qui una forma di pudore verso la materia narrata e non la riduce mai a pretesto per punzecchiare lo spettatore.
"Il Demone sotto la Pelle" è quindi il riuscito esordio di un autore importantissimo, un punto di partenza essenziale per comprenderne stile e temi.

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