giovedì 21 marzo 2013

La Mosca

The Fly

di David Cronenberg

con: Jeff Goldblum, Geena Davis, John Getz, Joy Boushel, Leslie Carlson, David Cronenberg.

Horror/Drammatico

Usa, Canada, Inghilterra (1986)










A seguito dei successi di "Videodrome" e "La Zona Morta", Cronenberg riesce a farsi un nome anche ad Hollywood; regista richiesto e stimato (Lucas tentò, fortunatamente senza successo, di affidargli la regia de "Il Ritorno dello Jedi"), il maestro canadese riesce ad entrare in contatto con un produttore (e regista) particolare e lontano dai suoi caratteri: Mel Brooks, all'epoca ancora genio della comicità demenziale a stelle e strisce e già responsabile dello splendio "The Elephant Man" (1980) di David Lynch.



Assieme a Brooks, Croneberg decide di sviluppare un progetto ambizioso e delicato: un remake del classico dell'horror anni '50 "L'Esperimento del Dottor K." (1958) in chiave intimista; con un budget alto, un cast affiatato e degli effetti speciali magnifici, Cronenberg confeziona così uno delle sue pellicole più riuscite, personali e, al contempo, di successo: "La Mosca"
La trama riprende i presupposti della pellicola originale: il dottor Seth Brundle (Jeff Goldblum) esegue un esperimento sul teletrasporto umano, ma qualcosa va storto: una mosca si introduce, non vista, nella capsula e viene fusa a livello genetico con lo scienziato, il cui corpo comuncia pian piano a mutare.


 Nelle mani di Cronenberg, un racconto squisitamente horror diviene la perfetta metafora sulla mutazione: il corpo del dr. Brundle comncia a divenire "estraneo da sè": la mutazione lo trasforma non in un semplice ibrido uomo-insetto, ma in una creatura nuova, la cui fisiologia è inedita; la scoperta della metamorfosi è mostruosa: un pò alla volta il corpo cambia in una anatomia ignota; la mutazione è lenta e spossante: il corpo decade e perde alcuni degli organi (che il protagonista collezionerà come ricordo della sua vecchia forma) subendo quella che agli occh increduli dello scienziato pare un'evoluzione, ma che in realtà è una mera mutazione; il cambiamento della carne si fa così palese metafora della malattia degenerativa: la mosca è come un cancro che affligge il corpo e lo trasforma, indebolendolo e mutandolo in qualcosa di orrendo e decadente; il rapporto tra Seth e la sua fidanzata (intepretanta dalla bella e brava Geena Davis, all'epoca compagna di Jeff Goldblum anche fuori dal set) si fa più stretto man mano che la trasformazione progredisce, proprio come se l'uomo si stesse avvicinando alla fine dei suoi giorni. La carne diviene centrale nella riflessione dell'autore: alla decadenza di esssa succede anche quella della mente; il protagonista, perdendo pezzi esseziali della sua persona esteriore, comincia pian piano a perdere anche la ragione; mente e corpo, qui, sono tutt'uno: solo ristorando il primo alla sua "purezza primigenea" lo scienziato può (forse) recuperare le sue funzioni mentali corrose; l'unico modo è però quello di subire un'ulteriore metamorfosi: una fusione con altri esseri umani; il cerchio si chiude: la mutazione della carne è malattia e probabile cura, speranza di guarigione agognata fino all'ultimo.




Croneberg, pur mostrando senza filtri l'orrore della metamorfosi, non lo spettacolarizza: i magnifici effetti speciali di Chris Walas (già responsabile dei mitici Gremlins del film di Joe Dante dell'84) sono totalmente al servizio della filosofia dell'autore, divenendo, di nuovo, motore narrativo effettivo; perfino nel finale, dove il tasso dello splatter si fa quasi insostenibile, il gore viene ammantato di drammaticità, avvicinando totalmente l'horror al melò.



Croneberg firma così un tassello essenziale della sua carriera: la fusione tra due generi in apparenza distanti, ma in realtà perfettamente assimilabili; la poetica della mutazione del corpo propria dell'autore raggiunge qui il suo apice ultimo: nei film successivi, l'indagine dell'autore si sposterà su altri territori, pur restando fermamente connessa ai temi della carne e della sua trasfigurazione.

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