martedì 19 marzo 2013

La Zona Morta

The Dead Zone

di David Cronenberg

con: Christopher Walken, Brooke Adams, Martin Sheen, Herbert Lom, Tom Skerrit.

Drammatico

Usa (1983)










Nello stasso anno di "Videodrome", Cronenberg sbarca in America e dal suo incontro con Debra Hill (ex moglie e produttrice dei primi film di John Carpenter) nasce quello che è tutt'ora il suo film più atipico: l'adattamento del best seller di Stephen King "La Zona Morta".
Dopo cineque anni di coma, Johnny (Christopher Walken), ex professore, scopre di aver acquisito uno strano potere: mediante il tocco della mano può conoscere il passato e il futuro delle persone con cui viene in contatto.


Pellicola, si diceva, atipica nella filmografia del regista canadese: il tema della mutazione alla base della sua opera viene qui relegato a mero pretesto narrativo; la vita del protagonista viene sconvolta dal suo potere, ma la narrazione si concentra totalmente sulla psicologia del personaggio piuttosto che sulle sue azioni e reazioni; Johnny è, in pratica, un moderno profeta, la cui vera vista viene giudicata come un dono da alcuni e come una maledizione da altri; egli stesso, conscio della responsabilità che essa comporta, preferisce inizialmente ritirarsi a vita privata, ma prende subito coscienza dell'importanza del suo potere quando lo sceriffo chiede il suo aiuto per un caso di omocidi; il dono della veggenza appare così ai suoi occhi come un potere positivo, donatogli per fare del bene; finchè non risolve il caso: la madre dell'assassino si immola dinanzi ai suoi occhi per proteggere il figlio, in una scena del tutto speculare a quella in cui la madre del protagonista muore per lo strazio nel vedere il figlio perseguitto dai curiosi.


 La dicotomia angelo/demone si assottiglia e si fa fluida, lasciando il protagonista (e con lui lo spettatore stesso) in balia del dillemma morale che essa comporta. Il personaggio di Johnny, inoltre, affonda le sue radici nel folkrore americano: professore di provincia che cita l'Ichabod Crane della leggenda di Sleepy Hollow e il "Il Corvo" di Poe (rappresentandone di fatto una sorta di sinstesi), è la perfetta incarnazione dell'uomo medio chiamato a confrontarsi con l'ignoto (come i personaggi citati, appunto), ovverosia con una forta oscura che non comprende e che finisce con l'ossessionarlo.


"La zona Morta" segna però anche un importante passo nella evoluzione stilistica di Cronenberg: qui l'autore rinuncia quasi del tutto agli effetti speciali e alla violenza (a differenza di quanto accadeva in "Videodrome", ove essi acquisivano una nuova sotanza narrativa) e la sua messa in scena si fa ancora più rigorosa, quasi totalmente basata sui primi piani o comunque su campi stretti; non lesina la tensione, ma non trasforma mai la peliccola in un thriller vero e proprio; l'enfasi resta posta sempre sulla psicologia del protagonista, che nelle mani di un Christopher Walken ispirato e mai sopra le righe, diviene perfetto motore empatico per il pubblico; l'autore inoltre lascia che l'atmosfera straniante, propria del punto di vista di Johnny, sia sottolineata totalmente dalle belle musiche, qui composte non dall'abituale Howard Shore, ma da Michael Kamen, poi autore delle magnifiche musiche di "Brazil" (1985) di Gilliam e "Highlnader" (1986).


 "La Zona Morta" è dunque una pellicola riuscita e coinvolgente, dramma psicologico di fortissimo impatto emotivo e dall'ottimo senso stilistico, che coinvolge fino alla commozione dello splendido finale.

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