mercoledì 6 marzo 2013

Scanners

di David Cronenberg

con: Stephen Lack, Michael Ironside, Jennifer O'Neill, Patrick McGoohan, Lawrence Dane.

Fantastico/Thriller/Horror

Canada (1981)















L'evoluzione dell'uomo risiede nella mutazione? L'alterazione della carne può portare ad un superamento dei limiti della stessa? Con "Scanners" Cronenberg riflette su tali interrogativi, ma anzicché farlo mediante una pellicola teorica o squisitamente filosofica, predilige ancora una volta il genere, in questo caso non più il semplice horror, ma un ibrido tra thriller e action.



Protagonista della pelilcola è Cameron Vale (Stephen Lack), uno "scanner", ossia un individuo che, a causa di una mutazione genetica, possiede dei particolari poteri esp che gli permettono di entrare nella mente altrui; Vale viene reclutato coattivamente dal Dottor Ruth (Patrick McGoohan, autore e interprete del mitico "Il Prigioniero") per rintracciare e neutralizzare Darryl Revok (Michael Ironside), un altro scanner che progetta di assoggettare la razza umana ad un nuovo ordine fondato sulla supremazia degli esper.


La mente diviene qui parte integrante del corpo: la carne, intesa come materia cerebrale, subisce una mutazione e diviene nuovo organo; la telecinesi è un nuovo senso che permette agli scanner di percepire una parte nascosta della realtà, ossia il pensiero; la mente è dunque "nuova carne", il cui controllo è però precario: spesso gli scanner sono preda dei loro poteri, i pensieri altrui li feriscono fino a condurli alla pazzia; l'evoluzione della mente non è quindi un passaggio indolore: come ogni mutazione propria del cinema di Cronenberg, essa porta a guadagnare qualcosa per perdere il resto; gli scanner, in proposito, sono pura mente: il tema della sessualità, già messo in disparte nel precedente "Brood", qui scompare del tutto; il pensiero diviene l'organo principale usato per conoscere il mondo, il corpo viene macellato, "esploso" come nella celebre scena della testa deflagrata a inizio film; la mutazione del cervello avvicina l'uomo alla macchina: Vale, con le sue abilità, riesce a violare un computer (il che lo rende in pratica il primo hacker della storia del cinema), metafora della trasformazione dell'uomo in oggetto pensante; se i post-umani del futuro "Cosmopolis" (2012) sono pura informazione, quindi software, gli scanners sono "hardware", macchine di carne che scandagliano la realtà con il loro nuovo senso, proprio come il titolo suggerisce.


Sebbene, come si diceva in apertura, Croneberg prediliga ancora un registro smaccatamente di genere, riesce a tenere a freno ogni deriva spettacolare: la sua indole sottrattiva trasforma un thriller d'azione in una specie di kammerspiel deviato verso l'horror; la maggior parte del film, infatti, è ambientata in interni, la regia si compone per lo più di inquadrature strette e il ritmo è posato anche nelle scene più frenetiche; il risultato è ammaliante: la percezione alterata dello scanner diviene tutt'uno con quella dello spettatore, che assiste ad un thriller "mutante", diverso dai canoni propri del genere; il limite della pellicola, però, è intrinseco: rimanendo comunque in parte ancorato ai topoi del cinema di genere, Cronenberg realizza una pellicola riuscita, ma non troppo graffiante dal punto di vista del contenuto, almeno non quanto quelle che di lì a poco genererà.
 

"Scanners", dunque, è, si, un tassello importante nella filmografia del regista, ma non un capolavoro, poichè, sebbene in parte distante, come si diceva, dai canoni classici del thriller, vuole sopratutto intrattenere; e ci riesce: l'azione è elegante, l'assunto alla base della trama è originale e lo spettacolo non manca, anche in termini di effetti speciali, come nello splendido scontro finale tra Vale e Revok; da segnalare, in ultimo, come Michael Ironside, Revok, sia qui in uno dei suoi primi ruoli di primo piano: di lì a poco avrebbe cominciato un'ottima carriera da caratterista nel cinema action americano.

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