sabato 23 marzo 2013

Inseparabili

Dead Ringers

di David Croneberg

con: Jeremy Irons, Geneviève Bujold, Barbara Gordon, Heidi von Palleske, Stephen Lack, Shirley Douglas.

Drammatico

Canada, Usa (1988)









Il tema della mutazione della carne è stato sviscerato da Croneberg in ogni suo forma, declinazione e genere; dopo "La Mosca" (1986), termine ultimo della riflessione sulla irreversibile trasformazione del corpo, il grande autore canadese sposta quindi la sua indagine filosofica su di un territorio diverso ma strettamente connesso a quello del corpo: la mente e, con essa, l'identità. "Inseparabili" è il primo passo di questa sua nuova ricerca, che si ricongiunge con quanto fatto dall'autore in "Videodrome" (per quel che riguarda il rapporto corpo/mente) e che farà da apripista ad una nuova fase della sua carriera, in cui rinuncia quasi del tutto agli effetti speciali e alla violenza (come aveva già fatto nel precedente "La Zona Morta").




I gemelli Beverly e Eliott Mantle (entrambi interpretati da un Jeremy Irons in stato di grazia) sono due ginecologi stimati, la cui carriera è costellata di successi medici ed accademici; tuttavia la loro vita viene sconvolta  irrimediabilmente dall'arrivo di Claire Niveau (Geneviève Bujold), attricetta con una singolare mutazione corporea: il suo apparato riproduttivo non le consente di avere figli a causa di una triforcazione nella cervice.



Il tema del doppio viene qui reinventato da  Croneberg in modo originale: i due gemelli non sono semplicemente due personaggi speculari, ma due volti di un'unica persona; i Mantle, separati dalla nascita, sono, come il titolo italiano suggerisce, del tutto inseparabili e fisicamente indistinguibili: dai caratteri opposti (Beverly, dal nome femminile poichè più sensibile ed insicuro, Eliott più cinico e diretto), rappresentano in tutto e per tutto i due poli dell'identità umana, ripartita in atteggiamenti costruttivi e distruttivi, diversi e uguali, opposti ma simili. I due sono di fatto un'unica personalità: in una scena, Beverly confessa addirittura la presunta mancanza di un sistema cerebrale indipendente tra i due.


Claire Niveau diviene così l'elemento di disturbo: mutante affetta da una menomazione corporea, intrattiene una turbolenta relazione con entrambi i fratelli che porterà alla loro definitiva separazione; Claire è il personaggio più genuinamente maschile del film: cinica e scorretta, non si cura degli effetti delle sue azioni verso i due fratelli, ma solo di come le loro possano influire su di lei (come nella scena del ristorante, dove, scoperto il fatto che i due sono in realtà due persone distinte, si infuria); una volta instillata una separazione, il dramma si consuma fino alle estreme conseguenze: la vita di Beverly precipita a causa della delusione che lo porta alla droga e, così, alla totale autodistruzione; Eliott, incapace d separarsi dal fratello e quindi da sè, lo segue fino al baratro; per l'autore, quindi, non vi sono dubbi: la disgiunzione da sè stessi è impossibile, una volta che una parte della persona viene corrotta, la mente è destinata a distruggersi; la pazzia diviene così l'aniticamera della morte fisica e l'autodistruzione l'emblema della follia.


Lo stile di Croneberg, al solito asciutto, qui si fa ancora più rigoroso: come si diceva l'autore non ricorre mai ad effetti speciali, se non in due casi; il primo è una breve sequenza onirica, in cui, con il tramite della metafora del sogno e attraverso un effetto splatter, l'autore dà consistenza grafica alla separazione dei Mantle; il secondo, più complesso, riguarda l'ossessione di Beverly per la mutazione del corpo: mediante essa, Croneberg allontana la sua stessa ossessione e la confina direttamente dentro lo schermo, mediante la costruzione degli "strumenti operatori per corpi mutanti"; l'incubo cronenberghiano di una mutazione ultima del corpo viene qui incarnato dalla paura del medico di trovarsi di fronte ad un organismo nuovo, estraneo rispetto a quello abituale, al quale egli risponde mediante dei nuovi strumenti operatori, perfetto simbolo, tra l'altro, anche della distorsione mentale che il personaggio affronta.


"Inseparabili" è un dramma filosofico di grandissimo fascino, un'opera complessa e coinvolgente, grazie all'ottimo lavoro degli attori e alla sapiente scrittura e messa in scena del grande regista canadese.

EXTRA





I titoli di testa del film, sulle splendide note dello score di Howard Shore.

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